Etiopia e oltre
 
Etiopia e oltre
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Etiopia e oltre ha sostenuto questo Paese con un progetto specifico nel 2005: il rifacimento del tetto della scuola di Kassala

Dati generali
Nome ufficiale: Repubblica del Sudan
Superficie: 1.861.484 km2
Capitale: Khartoum
Lingue: arabo e inglese (ufficiali); nubiano, ta bedawie, fur (programma di "arabizzazione" in corso)
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 1° gennaio 1956 (da Egitto e Gran Bretagna)
Capo dello stato e del governo: Omar El-Bashir (dall'ottobre 1993; già presidente della giunta militare salita al potere con un colpo di stato nel giugno 1989)
Religioni: musulmani sunniti (96%), cattolici (3%, per lo più sud-sudanesi emigrati), altri cristiani (1%)
Popolazione
Abitanti: 34.207.000
Gruppi etnici: arabi (circa 70%), baggara, fur, nuba, fallata
Crescita demografica annua: 1,88%
Tasso di fertilità: 4,17 figli per donna
Popolazione urbana: 40%
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 90/1.000
Speranza di vita: 62 anni
Analfabetismo (sopra i 15 anni): 28,2%
Prevalenza Hiv: 1,1%
Accesso a servizi sanitari adeguati: 35%
Accesso all'acqua potabile: 70%
Economia
40% della popolazione vive sotto il livello di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,408 (169° su 187 stati)
Prodotto interno lordo: 63,3 miliardi di dollari (97,21 miliardi a parità di potere d'acquisto nel 2011)
Pil pro capite annuo: 1.850 dollari (3.000 a parità di potere d'acquisto)
Crescita economica annua: -0,2% (2011)
Inflazione: 16% (2011)
Disoccupazione: 19%
Risorse naturali: petrolio, piccole riserve di materiali di ferro, rame, cromo, zinco, tungsteno, mica, argento, oro, risorse idriche
Prodotti agricoli: cotone, arachidi, sorgo, miglio, frumento, gomma arabica, canna da zucchero, cassava, manghi, papaie, banane, patate dolci, sesamo; ovini e bovini
Esportazioni: greggio e prodotti petroliferi; cotone, sesamo, bestiame, arachidi, gomma arabica, zucchero (7,7 miliardi di dollari nel 2011)
Cenni storici e situazione politica attuale

1876: gli egiziani controllano l'intero territorio sudanese, instaurano una sede governativa a Khartoum e impongono pesanti tasse.
1877: il viceré d'Egitto nomina il generale britannico Charles Gordon governatore del Sudan.
1881: inizio della rivolta sudanese, guidata da Muhammad Ahmad (che si fa chiamare Mahdi, cioè "salvatore"); le truppe del Mahdi conquistano Khartoum, scacciano Gordon e, nel 1885, instaurano una teocrazia nazionalista.
1888-89: i britannici sbaragliano il Mahdi; il Sudan diventa condominio anglo-egiziano.
1955: scoppia la rivolta tra nord e sud, guidata dal movimento degli Anya Nya.

1956: indipendenza.
1958: il gen. Ibrahim Abbud prende il potere con un colpo di stato.

1964: la "Rivoluzione di ottobre" destituisce Abbud; viene istituito un governo guidato da islamisti.
1965: Muhammed Mahjud, leader del Partito Umma, è eletto presidente.

1969: colpo di stato del gen. Gaafar Nimeiry; esecuzione dei leader del partito comunista sudanese, dopo un loro tentato golpe contro Nimeiry.
1972: firmato ad Addis Abeba l'accordo di pace tra il governo di Khartoum e gli Anya Nya; autonomia delle tre province del sud.
1977: Nimeiry è rieletto.
1978: scoperto il petrolio nella zona di Bentiu, in Sud Sudan.

1983: Nimeiry, eletto per la terza volta, revoca l'accordo di Addis Abeba e impone la shari'a (legge islamica); scoppia la seconda guerra civile; formazione dell'Esercito di liberazione del popolo sudanese (Spla), guidato da John Garang.
1985: colpo di stato contro Nimeiry e formazione di un consiglio militare.
1986: il Partito Umma vince le elezioni e il suo leader, Sadiq Al-Mahdi, è primo ministro.
1988: il Partito unionista democratica - parte della coalizione di governo - raggiunge un accordo con l'Spla, che ha generato anche il Movimento di liberazione del popolo sudanese (Splm), ma l'accordo non viene implementato.
1989, 30 giugno: il gen. Omar El-Bashir rovescia Al-Mahdi, scioglie i partiti e crea una giunta militare, con la partecipazione del Fni (rinominato Partito del congresso nazionale-Pcn).
1993: il Consiglio rivoluzionario è sciolto ed El-Bahir è nominato presidente.
1995: il presidente egiziano Mubarak accusa il Sudan di coinvolgimento nel tentativo di assassinarlo ad Addis Abeba (Etiopia).
1996, marzo: El-Bashir è rieletto.
1998: gli Usa accusano Khartoum di dare ospitalità a Osama bin Laden e bombardano un impianto chimico presso la capitale; la nuova costituzione è approvata da un referendum (96% dei voti in favore).
1999: El-Bashir scioglie il parlamento e dichiara lo stato di emergenza, dopo un braccio di fero con il presidente del parlamento e leader del Congresso nazionale popolare (Cnp), Hassan Al-Turabi; si comincia a esportare petrolio.
2000: El-Bashir si incontra con i leader dell'Alleanza nazionale democratica (all'opposizione) per la prima volta in Eritrea; dicembre: i principali partiti di opposizione boicottano le elezioni presidenziali ed El-Bashir rieletto per altri 5 anni.
2001: Hassan Al-Turabi firma un memorandum d'intesa con il braccio armato dell'Splm (Spla) ma viene arrestato il giorno dopo; altri esponenti del Cnp sono arrestati nei mesi successivi; gli Usa estendono di un altro anno le loro sanzioni contro il Sudan, accusato di essere uno "stato canaglia" e sostenitore del terrorismo islamico.
2002: il governo firma una tregua con l'Spla del Sud Sudan per cessare gli scontri sui Monti Nuba; avvio delle trattative di pace, in Kenya, tra il governo e l'Spla/m, per porre fine alla guerra civile che dura da 19 anni; il protocollo di Machakos (Kenya) concede la possibilità al Sud Sudan di chiedere l'indipendenza dopo 6 anni.
2003, febbraio: inizia la ribellione in Darfur, regione che si ritiene dimenticata da Khartoum; ottobre: Al-Turabi è rilasciato dopo quasi 3 anni e la sospensione del suo partito è ritirata.
2004, gennaio: offensiva governativa contro i ribelli del Darfur; 200.000 i rifugiati nel vicino Ciad; quasi 2 milioni gli sfollati; marzo: Al-Turabi, alcuni ufficiali dell'esercito e politici dell'opposizione vengono arrestati, accusati di tentato golpe; settembre: il segretario di stato americano, Colin Powel, parla di «genocidio in Darfur».
2005, gennaio: accordo di pace tra Khartoum e l'Spla/m, firmato a Nairobi; le Nazioni Unite accusano il governo di Khartoum e le milizie janjawid di «abusi sistematici in Darfur», senza però parlare di genocidio; marzo: il Consiglio di sicurezza dell'Onu autorizza sanzioni contro coloro che violano il cessate-il-fuoco in Darfur e deferire alla Corte penale internazionale dell'Aia chi si è macchiato di crimini di guerra in Darfur; giugno: patto di riconciliazione tra il governo e l'Alleanza nazionale democratica (And), forza di opposizione in esilio; El-Bashir libera Al-Turabi; 9 luglio: John Garang presta giuramento come primo vicepresidente del Sudan; una nuova costituzione concede ampia autonomia al Sud Sudan; 30 luglio: Garang muore in un incidente aereo e scoppiano disordini nella capitale Khartoum tra sud-sudanesi e arabi; a Garang succede il gen. Salva Kiir; settembre: viene formato un governo di unità nazionale a Khartoum; ottobre: nasce un governo autonomo nel sud, dominato da ex guerriglieri dell'Spla.
2006, maggio: ad Abuja (Nigeria), il Movimento/esercito di liberazione sudanese (Slm/a), gruppo ribelle del Darfur, firma un accordo di pace con Khartoum; altri gruppi minori respingono l'accordo e il conflitto continua; agosto: il Sudan rigetta la risoluzione dell'Onu che propone l'invia di forze di pace in Darfur; ottobre: Jan Pronk, inviato speciale dell'Onu in Sudan, viene espulso; novembre: l'Unione africane estende di 6 mesi la permanenza delle sue truppe di pace in Darfur; pesanti scontri tra le forze armate nord-sudanesi e quelle sud-sudanesi a Malakal (città del Sud Sudan).
2007, aprile: Khartoum si dice pronta ad accetta un aumento delle forze di pace dell'Unione africana (Ua), non però le 20.000 unite proposte; maggio: la Corte penale internazionale (Cpi) spicca mandati di cattura contro un ministro di Khartoum e un capo dei janjawid (milizie al soldo di Khartoum), sospettati di crimini di guerra in Darfur; George W. Bush annuncia nuove sanzioni contro il Sudan; luglio: il Consiglio di sicurezza dell'Onu approva l'invio di 26.000 uomini (Operazione mista Ua-Onu in Darfur, o Unamid); ottobre: l'Splm ritira temporaneamente i propri rappresentanti dal governo di unità nazionale, per protestare contro Khartoum, accusato di sabotare l'accordo di pace del 2005; i ministri sudisti ritornano nel governo in dicembre.
2008, gennaio: l'Onu assume il comando delle forze di pace in Darfur; il governo di Khartoum bombarda postazioni dei ribelli darfuriani nell'ovest della regione; marzo: El-Bashir firma con il presidente del Ciad, Idriss Déby, un accordo per porre fine a 5 anni di ostilità tra i due paesi; aprile: inizia il censimento nazionale in preparazione alle elezioni generali; John Holmes, ufficiale dell'Onu, parla di 300.000 morti in 5 anni di guerra in Darfur; maggio: il ministro della difesa del Sud Sudan, Dominic Dim Deng, muore in un incidente aereo; maggio: un gruppo di ribelli del Darfur attacca la Khartoum-Omdurman, e il Sudan accusa il Ciad di coinvolgimento nell'azione (si interrompono le relazioni diplomatiche tra i due paesi); feroci scontri a fuoco tra milizie arabe e soldati dell'Splm nella regione di Abyei, sul confine tra il Nord e il Sud Sudan; giugno: il presidente El-Bashir e il suo omologo sud-sudanese Salva Kiir accettano di rivolgersi alla Corte permanente di arbitrato dell'Aia perché risolva la spinosa questione dei confini della regione di Abyei; luglio: il procuratore generale della Cpi, Luis Moreno-Ocampo, chiede l'arresto di El-Bashir, accusato di genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità (è il primo caso di una simile richiesta contro un capo di stato in funzione); Khartoum rigetta la messa in stato di accusa di El-Bashir; novembre: El-Bashir annuncia l'immediato cessate-il-fuoco in Darfur, ma i principali gruppi ribelli della regione rigettano la mossa di Khartoum e si dicono pronti a continuare la guerra fino a che il governo non accetterà di condividere il potere e le risorse nazionali.
2009, gennaio: Al-Turabi è di nuovo arrestato per aver invitato il presidente a consegnarsi alla Cpi; marzo: la Cpi spicca il mandato di cattura contro El-Bashir; giugno: giugno: il governo di Khartoum nega di aver fornito armi alle milizie nel sud, ma Kiir minaccia di riprendere la guerra; l'ex ministro degli esteri, Lam Akol, si separa dall'Splm per formare un nuovo partito, l'Splm-cambiamento democratico; luglio: la Corte permanente di arbitrato dell'Aia assegna i principali campi petroliferi di Heglig a Khartoum; dicembre: accordo tra il governo di Khartoum e quello di Juba sul referendum per l'indipendenza del sud da tenere nel 2011.
2010, febbraio-marzo: i ribelli del Movimento "Giustizia e uguaglianza" (Jem) del Darfur firmano un accordo di pace con Khartoum; El-Bashir dichiara conclusa la guerra in Darfur, ma gruppi minori di ribelli non firmano e i combattimenti continuano; aprile: El-Bashir vince le elezioni presidenziali (per la prima volta dal 1986 accetta di essere contestato), ma la scrutinio è sabotato dall'Splm e da altri partiti dell'opposizione; maggio: Al-Turabi è arrestato; il principale gruppo ribelle del Darfur (Jem) si ritira dal negoziato di pace in corso a Doha (Qatar); dal negoziato è assente anche l'Esercito di liberazione sudanese, l'altro importante gruppo ribelle del Darfur; luglio: secondo mandato d'arresto contro El-Bashir, spiccato dalla Cpi, ora anche con l'accusa di genocidio; Khartoum reagisce espellendo due operatori umanitari impegnati in Darfur; l'Splm offre la propria mediazione sulla crisi del Darfur, per favorire la ripresa dei colloqui di pace tra il governo centrale di Khartoum e i gruppi ribelli assenti dalla trattative in corso a Doha; fine agosto: El-Bashir è accolto con onore a Nairobi per la cerimonia di promulgazione della nuova costituzione kenyana (il governo del Kenya si rifiuta di obbedire alla Cpi e di arrestare il presidente sudanese).
2011, gennaio: la popolazione del Sud Sudan vota per una piena indipendenza dal nord; febbraio: scontri tra le forze di sicurezza e i ribelli nello Stato di Jonglei (nel sud) con oltre 100 morti; combattimenti nella regione di Abyei; marzo: il governo di Juba annuncia la sospensione delle relazioni con il regime di Khartoum, accusato di un tentativi di golpe nel sud; maggio: le truppe nordiste occupano la città di Abyei; il governo di Juba parla di "atto di guerra"; decine di migliaia di persone fuggono; 9 luglio: il Sud Sudan è indipendente; settembre: stato di emergenza nello stato del Nilo Azzurro (Sud Sudan), dove Malik Agar, presidente del Movimento popolare di liberazione del Sudan-sezione Nord (Splm-Nord) ed eletto governatore dello stato in febbraio, viene deposto per ordine di El-Bashir e sostituito con un governatore militare a lui fedele; 100mila persone fuggono dalla regione; Sudan e Sud Sudan si accordano di nominare comitati speciali incaricati di affrontare le molte questioni spinose che ancora irrisolte; novembre: il Sudan è accusato di aver bombardato il campo profughi di Yida, nello Stato dell'Unità (Sud Sudan); un giudice kenyana emette un mandato di cattura nei confronti di El-Bashir: «dovremo arrestarlo, qualora mettesse piede in Kenya»; dicembre: il procuratore capo della Cpi chiede un mandato di cattura del ministro della difesa sudanese, Abdelrahim Mohamed Hussein, per crimini di guerra commessi in Darfur; le forze sudanesi uccidono Khalil Ibrahim, leader di un gruppo ribelle del Darfur.
2012, gennaio: il Sud Sudan interrompe la produzione di greggio per un mancato accordo sulle tariffe da pagare per l'impiego dell'oleodotto comune; febbraio-aprile: Sudan e Sud Sudan firmano vari accordi di non aggressione durante i colloqui di pace ad Addis Abeba (più volte interrotti e ripresi), ma gli scontri sul comune confine continuano; Maggio: Khartoum s'impegna a ritirare le sue truppe dalla regione di Abyei (reclamata dal Sud Sudan), consentendo così la ripresa dei colloqui; giugno: una settimana di protesta a Khartoum contro le misure di austerità prese dal governo; studenti e cittadini comuni si scontrano con le forze dell'ordine; il governo si è visto costretto a ridurre i sussidi per carburanti e altri beni di cosumo dopo il crollo delle entrate petrolifere dopo l'indipendenza del Sud Sudan; la popolazione della capitale parla sottovoce di "primavera araba", ma El-Bashir dice che «la primavera in Sudan è spuntata con il suo arrivo al potere 20 anni or sono»; Luglio: numerose manifestazioni di piazza in diversi quartieri di Khartoum per protestare contro la decisione del governo di aumentare del 150% i costi dell'energia elettrica: 25 luglio: l'esercito afferma di aver ucciso 50 miliziani del principale gruppo ribelle del Darfur, il Movimento per la giustizia e l'eguaglianza, in una battaglia nelle località di Kerkedah e Um Showekah, al confine con il Sud Sudan; il governo di Juba si dice pronta a pagare Khartoum 3 miliardi di dollari per far fronte alle gravi difficoltà finanziarie  incorse dopo l'indipendenza del Sud Sudan, ma Khartoum si dice "non soddisfatta" dell'offerta. 2012, agosto: circa 200.000 persone cercano scampo in Sud Sudan per sfuggire a combattimenti tra l'esercito sudanese e gruppi di ribelli negli stati che confinano con il Sud Sudan; 8 agosto: nel corso di colloqui ad Addis Abeba, Sudan e Sud Sudan raggiungono un accordo sul prezzo che Juba deve pagare per utilizzare gli oleodotti di Khartoum per esportare il suo petrolio (da 36 dollari al barile si scende a 9-10 dollari per le esportazioni attraverso l'oleodotto Petrodar dall'Alto Nilo, e 11 dollari per quelli che usano l'oleodotto Cnpoc dallo Stato dell'Unità)

 

Fonte: Nigrizia online

   

 
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