Etiopia e oltre
 
Etiopia e oltre
Etiopia e oltre - Uganda
Etiopia e oltre - Uganda Mappa
Dati generali
Nome ufficiale: Repubblica d'Uganda
Superficie: 241.038 km2
Capitale: Kampala (1,5 milioni di abitanti)
Lingue: inglese (ufficiale), kiswahili, luganda e altre numerose lingue bantu e nilo-camitiche, arabo
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 9 ottobre 1962 (dalla Gran Bretagna)
Capo dello stato: gen. Yoweri Kaguta Museveni (dal 26 gennaio 1986)
Primo ministro: Amama Mbabazi (dal 24 maggio 2011)
Religioni: cattolici (42)%; protestanti (39)%; musulmani (12)%, seguaci delle religioni tradizionali (7%), altri (1%)
Popolazione
Abitanti: 35.873.000 (stime luglio 2012)
Gruppi etnici: baganda (16,9%), banyankole (8,4%), basoga (8,4%), bachiga (6,9%), iteso (6,4%), lango (6,1%), acholi (4,7%), basigu (4,6%), logbara (4,2%), bunyoro (2,7%), karimojong (2%), altri (28,3%), europei, arabi e asiatici (1%)
Crescita demografica annua: 3,58%
Tasso di fertilità: 6,65 figli per donna
Popolazione urbana: 13%
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 128/1.000
Speranza di vita: 53,4 anni
Analfabetismo (sopra i 15 anni): 23,2%
Prevalenza Hiv: 6,5% (ufficiale) (altre stime: 10-15%)
Accesso ai servizi sanitari adeguati: 29,9%
Accesso all'acqua potabile: 39,7%
Economia
24,5% della popolazione vive sotto la soglia di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,446 (161° di 187 paesi)
Prodotto interno lordo: 16 miliardi di dollari (45,9 miliardi a parità di potere d'acquisto nel 2011)
Pil pro capite annuo: 446 dollari (1.300 a parità di potere d'acquisto)
Crescita economica annua: 6,4% (2011)
Inflazione: 13,7% (2011)
Risorse naturali: rame, cobalto, risorse idroelettriche, calcari, sale, terra arabile, oro (molto di cui rubato all'Rd Congo), turismo
Prodotti agricoli: caffè, tè, cotone, tabacco, cassava, patate, miglio, legumi, frutta; bovini, capre, latte, fiori
Esportazioni: caffè, pesce, tè, cotone, prodotti ortofrutticoli, fiori, oro (2,58 miliardi di dollari nel 2011)
Importazioni: macchinari, veicoli, petrolio, medicinali; cereali (4,77 miliardi di dollari)
Debito esterno: 3,53 miliardi di dollari (fine 2011)
Cenni storici e situazione politica attuale
13° sec.: i bacwezi (antenati degli attuali tutsi-bahima) giungono dal nord e assoggettano gli altri gruppi bantu.
1500: iniziano le dinastie bito dei regni Buganda, Bunyoro, Busoga e Ankole.
1700-1800: il Buganda si espande, fino a controllare il territorio tra il Nilo Vittoria e il fiume Kagera.
1842: arrivo dei primi commercianti arabi, che scambiano armi, vestiti e perline con avorio e schiavi dal Buganda.
1982: l'esploratore britannico John Hanning Speke (scopritore delle sorgenti del Nilo) è il primo europeo a visitare il Buganda.
1875: il gallese Henry Stanley, ricevuto a corte, lancia un appello al mondo occidentale perché invii missionari.
1877: arrivano i primi membri della Società missionaria britannica, ricevuto a corte da re Mutesa I.
1879: giungono i primi missionari cattolici (francesi dell'istituto dei Missionari d'Africa,o "Padri bianchi", del card. Lavigerie).
1880: rivalità tre missionari protestanti (britannici) e cattolici (francesi), al punto da degenerare in una scandalosa "guerra di religione".
1884: Mutesa I muore e gli succede il figlio Mwanga II; sembra che il nuovo re apprenda la pratica dell'omosessualità dai commercianti arabi e si senta profondamente offeso quando gli 800 paggi di corte si rifiutano di prestarsi alla nuova pratica.
1885-7: Mutesa II, che ha totale autorità sulla vita dei sudditi, comincia a uccidere alcuni suoi paggi: 22 cattolici (saranno canonizzati da Paolo VI nell'ottobre 1964), 23 anglicani e alcuni musulmani.
1888: nasce la Compagnia commerciale imperiale britannica dell'Africa dell'Est.
1890: la Gran Bretagna e la Germania firmano un trattato che concede alla prima i diritti sul territorio che diventerà l'Uganda.
1892: Frederick Lugard, dell'Imperiale compagnia britannica dell'Africa dell'est estende il controllo sul sud del paese e aiuta i missionari protestanti a prevalere sulla controparte cattolica nel regno del Buganda.
1894: l'Uganda è protettorato britannico.
1900: viene concessa l'autonomia al regno del Buganda, trasformato in una monarchia costituzionale controllata da capi protestanti.
1904: inizia la coltivazione del cotone destinato alla commercializzazione.
1921: viene concesso al protettorato un Consiglio legislativo, ma il suo primo membro nero verrà ammesso sono nel 1945.
1953: il re Mutesa II, che reclama l'indipendenza per il Buganda, è deportato in Gran Bretagna.
1955: Mutesa II torna in patria.
1958: è concesso l'autogoverno.
1961: è rinnovato il Consiglio legislativo.
1962, 9 ottobre: è concessa l'indipendenza, con Milton Obote (leader del Congresso popolare d'Uganda-Upc, a prevalenza protestante, schierato contro il Partito democratico, cattolico e guidato dall'avvocato Benedicto Kiwanuka) come primo ministro; il regno del Buganda gode di considerevole autonomia.
1963: l'Uganda diventa repubblica, con re Mutesa II presidente "non esecutivo" e Milton Obote primo ministro.
1966: dietro ordine di Obote, il capo di stato maggiore, Idi Amin, attacca il palazzo reale e la monarchia ganda è abolita; Obote si auto-promuove presidente.
1967: Obote riscrive la costituzione, concentrando il potere su di sé e abolendo tutto i regni pre-coloniali nella parte meridionale ed occidentale del paese.
1971: colpo di stato di Idi Amin Dada; inizia un periodo di terrore.
1972: espulsione di 60mila asiatici; crisi economica; settembre: ugandesi esiliati in Tanzania, pro-Obote, guidati dal gen. David Oyite-Ojok e dall'ufficiale Yoweri Museveni, tentano d'invadere l'Uganda.
1972-3: scontri armati sul confine Uganda-Tanzania.
1976-7: le truppe di Amin (che si è proclamato presidente a vita) massacrano lango e acholi, colpevoli di avere appoggiato Obote; Amin reclama alcuni territori del Kenya.
1978: Amin invade la regione tanzaniana del Kagera.
1979, aprile: il Fronte nazionale di liberazione dell'Uganda (Unlf), ancora guidato da Oyite-Ojok e Museveni, e l'esercito tanzaniano costringono Amin alla fuga. Yusuf Lule è installato alla presidenza del paese, ma, dopo due mesi, è sostituito con Godfrey Binaisa; il paese è nella più totale anarchia.
1980, maggio: Binaisa è defenestrato da un colpo di stato guidato da Oyite-Ojok, che crea una Commissione militare, capeggiata da Paulo Muwanga; Museveni è il numero due.; seguono le elezioni, vinte da Obote e dall'Upc; Obote diventa presidente; gli asiatici espulsi da Amin sono autorizzati a tornare in Uganda.
1981-5: guerra civile tra forze governative (per lo più acholi e lango) e l'Esercito di resistenza nazionale (Nra) di Museveni (centinaia di migliaia di morti; molti bambini sono usati come soldati).
1985, luglio: il gen. Basilio Okello (acholi) occupa Kampala e mette in fuga Obote; il gen. Tito Okello è nominato presidente; settembre: colloqui di pace a Nairobi (Kenya) tra Museveni e Tito Okello; dicembre: firma dell'accordo di pace.
1986, gennaio: l'Nra occupa Kampala e Museveni si proclama presidente; nasce il Movimento di resistenza nazionale (Nrm); l'Nra diventa Forze di difesa del popolo ugandese (Updf); continua l'attività di numerosi gruppi ribelli nel nord, est e ovest.
1987, gennaio e febbraio: pretesi tentativi di colpo di stato e arresto di personalità legate all'Upc; alcuni assassini eccellenti; bel nord, la "profetessa" Alice Lakwena intensifica la guerriglia, ma è sconfitta e fugge in Kenya; le subentra il nipote Joseph Kony, alla testa dell'Esercito di Salvezza del Signore (Lra).
1988: continua l'opposizione a Museveni; aprile: il governo annuncia la resa di 30mila ribelli; c'è un tentativo di ammutinamento di una fazione delle Updf e 700 ufficiali sono imprigionati.
1989: si tengono le elezioni del Consiglio nazionale rivoluzionario (Nrc), che approva la bozza di costituzione presentata dall'Nrm; il mandato del governo è esteso di 5 anni; vietati i partiti.
1990, febbraio: Moses Ali, leader del Fronte nazionale di resistenza dell'Uganda (Unrf) e ministro della cultura, il solo leader rimasto dei vari gruppi che hanno accettato di partecipare al governo del 1986, è accusato di tentato colpo di stato e arrestato.
1991: arresto di Daniel Omara Atubo, ministro degli esteri, e di altri due membri dell'Nrc, accusati di complotto; s'intensifica l'anti-guerriglia nel nord; Amnesty International accusa l'esercito di atrocità contro i civili.
1992, dicembre: la Commissione costituzionale raccomanda il prolungamento della "democrazia senza partiti" voluta da Museveni.
1993: Museveni restaura le monarchie ugandesi, inclusa quella del regno del Buganda, ma con sole funzioni cerimoniali e culturali.
1994: elezioni per l'Assemblea costituente (senza partiti); novembre: in rimescolamento di governo, Speciosa Wandira Kazibwe è nominata vice-presidente dell'Uganda.
1995: l'Assemblea costituente rigetta la proposta di un ritorno al multipartismo.
1996, maggio: Museveni è eletto presidente nelle prime elezioni presidenziali dirette (senza partiti).
1997: le Updf di Museveni invadono lo Zaire (oggi Rd Congo), a sostegno di Laurent-Désiré Kabila contro Mobutu.
1998: l'esercito è di nuovo nell'Rd Congo, ora al fianco di nuovi gruppi ribelli contro Kabila.
2000: scontri armati tra le forze ugandesi e quelle rwandesi a Kisangani (Rd Congo); giugno: un referendum rigetta il ritorno alla democrazia multipartitica.
2001, gennaio: nascita della Comunità dell'Africa dell'Est; marzo: Museveni rivince le elezioni presidenziali con il 69% dei voti, contro il 28% di Kizza Besigye, che fugge negli Usa.
2002: accordo con il Sudan per una comune azione conte l'Lra di Joseph Kony; Kony intensifica il rapimento di bambini; ottobre: l'esercito evacua oltre 400.000 civili e li sistema in "campi di concentramento"; Museveni dice che è per proteggerli da Kony; in verità, continua la sua "vendetta" contro gli acholi; dicembre: dopo 5 anni di negoziati, si giunge alla firma di un primo accordo tra esercito e Lra, ma gli attacchi dei ribelli continuano.
2003, maggio: l'Uganda ritira le truppe dall'Rd Congo; decine di migliaia di congolesi cercano rifugio in Uganda.
2004, febbraio: l'Lra massacra oltre 200 persone in un campo per sfollati; dicembre: rappresentanti del governo e dei leader dell'Lra hanno il loro primo incontro faccia a faccia, che non porta però a un miglioramento dello stato di emergenza nei distretti del nord dell'Uganda.
2005, aprile: il governo di Kampala rigetta le accuse mosse dall'Rd Conto davanti alla Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aia: Kinshasa sostiene che i soldati ugandesi hanno "invaso" l'Rd Congo, ucciso cittadini e depredato ricchezze naturali; luglio: è tolto dalla costituzione il limite di due mandati presidenziali; un referendum approva il ritorno alla democrazia multipartitica; 30 luglio: muore il vicepresidente del Sudan, John Garang (stava tornando in Sud Sudan sull'elicottero personale di Museveni); ottobre: Obote muore in Sudafrica ed è sepolto in Uganda: la Cpi spicca 5 mandati di cattura contro altrettanti leader dell'Lra; ottobre: Kizza Besigye, leader del Forum per il cambiamento democratico, torna dall'esilio; novembre: Kizza è arrestato e accusato di tradimento e di stupro; disordini a Kampala; dicembre: Museveni rivela di voler rimanere in carica fino al 2012; la Cpi sentenzia che l'Uganda è tenuta a compensare l'Rd Congo per gli abusi contro i diritti umani e il ladrocinio di risorse naturali compiuti nel territorio congolese dal 1998 al 2003.
2006, febbraio: Museveni vince le elezioni presidenziali (57%) contro Kizza Besigye (37%); gli osservatori dell'Unione europea testimoniano delle intimidazioni fatte da Museveni contro il suo rivale e dell'abuso fatto dal presidente dei mezzi di comunicazione (impediti a Besigye); luglio: iniziano i colloqui di pace tra il governo e i ribelli dell'Lra in Sud Sudan; agosto: firma dell'accordo di pace e cessate-il-fuoco; successivi colloqui, però, falliscono perché uno delle due parti li abbandona; novembre: il governo rifiuta un rapporto dell'Onu che accusa le truppe regolari ugandesi di fatto uso di eccessiva e indiscriminata violenta nella campagna varata per disarmare i vari "gruppi di guerrieri tradizionali etnici" nella regione del Karamoja.
2007, marzo: forze di pace ugandesi sono spiegate in Somalia come parte del contingente dell'Unione africana; il Programma alimentare mondiale dimezza le razioni di cibo a oltre 1 milione di sfollati in Nord Uganda; agosto: Uganda e Rd Congo si accordano di rallentare le tensioni sorte per una disputa su un territorio di confine conteso; settembre: stato di emergenza per alluvioni.
2008, febbraio: i colloqui di pace in svolgimento a Juba (Sud Sudan) tra il governo e l'Lra portano alla firma a ciò che potrebbe essere un permanente cessate-il-fuoco; novembre: Joseph Kony non si presenta a firmare il definitivo accordo di pace; gli eserciti di Uganda, Rd Congo e Sudan lanciano offensive contro le basi dei ribelli Lra.
2009, gennaio: braccati dagli eserciti nazionali, i ribelli dell'Lra lanciano appelli per un cessate-il-fuoco; la britannica Heritage Oil dichiara di aver scoperto depositi di greggio di almeno 2 miliardi di barili presso il Lago Alberto; marzo: l'esercito ugandese comincia a ritirarsi dall'Rd Congo, dove si è spinto per smantellare le basi dell'Lra; ottobre: gli islamisti somali minacciano di attuare attentati in Uganda e Burundi, dopo l'uccisione di alcuni civili in Somalia per mano delle forze di pace ugandesi e congolesi; dicembre: il governo passa una legge contro la circoncisione femminile (10 anni di carcere per chi circoncide una ragazza; l'ergastolo se la ragazza muore in seguito all'operazione).
2010, gennaio: in parlamento si discute una legge contro l'omosessualità; l'Unione europea e gli Usa condannano l'iniziativa; Museveni si distanzia dalla legge dicendo che il partito al potere che l'ha proposta l'ha fatto "a livello individuale"; l'esercito ugandese annuncia di aver ucciso nella Repubblica Centrafricana Bok Abudema, un capo storico dell'Lra; febbraio: la Heritage Oil vende le proprie azioni alla britannica Tullow Oil, dopo che l'Eni si è ritirata dalla gara d'appalto; marzo: l'opposizione accusa Museveni di nepotismo: starebbe preparando il figlio, il col. Kainerugaba Muhoozi, capo di un'unità di forze speciali e della guardia presidenziale, a succedergli; un incendio, appiccato da un piromane, distrugge lo storico sito delle tombe dei re del Buganda (sito protetto dall'Unesco), causando disordini; giugno: un procuratore apre un'investigazione contro il vicepresidente, Gilbert Bukenya, il ministro degli esteri, Sam Kutesa, e numerosi altri ministri e ufficiali amministrativi, accusati di aver rubato 25 milioni di dollari; giugno: ammassamento di truppe sulla frontiera con l'Rd Congo, in seguito all'apparizione in quel paese di un movimento ribelle ugandase, chiamato Adf-Nalu, i cui membri dicono di voler installare uno stato islamista in Uganda; scatta l'"Operazione Rwenzori" contro l'Adf-Nalu (90mila persone fuggono nel Nord Kivu); luglio: due bombe sono fatte esplodere tra la gente che sta guardando la finale della Coppa del mondo di calcio: una in un ristorante, l'altra in un club di rugby (74 le vittime); il gruppo islamista somalo Al-Shabaab rivendica la paternità degli attentati; agosto: le primarie del Movimento di resistenza nazionale per le elezioni parlamentari sono sospesi per presunte irregolarità; seguono violenze; ottobre: un rapporto dell'Onu afferma che le uccisioni di hutu rwandesi nell'Rd Congo tra 1993 e il 2003 ammontano a un vero e proprio "genocidio"; gli stati coinvolti ci sono Rwanda, Uganda, Burundi, Zimbabwe e Angola; la corte costituzionale rigetta le accuse di tradimento mosse dal regime contro il leader dell'opposizione, Kizza Besigye; forti proteste per la pubblicazione di nomi e foto di uomini omosessuali da parte del settimanale ugandese Rolling Stone; dicembre: misure di sicurezza dopo l'esplosione di un ordigno che uccide persone a Nairobi su un autobus diretto a Kampala.
2011, febbraio: Yoweri Museveni vince il suo quarto mandato da presidente con il 68% dei voti; lo sfidante Kizza Besigye e gli altri candidati dell'opposizione contestano i risultati; aprile: Besigye viene più volte arrestato nel corso di proteste contro il rincaro dei beni di consumo; luglio: gli Usa inviano 100 uomini delle loro forze speciali per aiutare l'Uganda a combattere i ribelli dell'Lra; settembre: una corte ordina la liberazione di Thomas Kwoyelo, comandante dell'Lra, spiegando che ha il diritto di usufruire di un'amnistia concessa dal governo.
2012, marzo: l'eterno oppositore di Museveni, Kiza Besigye, è arrestato nel corso di una manifestazione anti-governativa, quando un soldato muore perché colpito da una pietra al capo; un video americano postato su Youtube, "Kony 2012. Invisible Children" è visto da 100 milioni di visitatori, ma il primo ministro ugandese reagisce: «Una campagna "americana che disinforma e mira solo a raccogliere soldi. Il fatto è che Kony non è più in Uganda da anni, ma chi ha fatto il video sembra non saperlo»; aprile: l'esercito ugandese accusa il governo di Khartoum di sostenere e armare l'Lra; nel nord del paese si registrano centinaia di casi di una malattia sconosciuta, chiamata nodding disease, che causa molte morti specialmente tra i minori: maggio: l'esercito ugandese cattura Caesar Achellam, un comandante e stratega dell'Lra, nel corso di uno scontro con i ribelli nella Repubblica Centraficana; luglio: circa 600 soldati dell'Rd Congo cercano scampo in Uganda, quando la città di Bunagana (sul comune confine) è presa dai ribelli; i soldati sono prontamente disarmati dalle forze dell'ordine ugandesi; agosto: epidemia del virus dell'ebola.
Fonte: Nigrizia online
 
Etiopia e oltre